AA. VV. Sulla condizione agraria del Reggiano nell’Ottocento. Visualizza ingrandito

AA. VV. Sulla condizione agraria del Reggiano nell’Ottocento.

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Formato: 15x21. Pag. 122. Ill. B/N. 

Tiratura 2013, 250 copie.

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Abstract

Il distretto napoleonico di Guastalla, con una testimonianza autografa di Giulio Cesare Cani sulla viticoltura locale. Un quadro d’insieme di Carlo Roncaglia sull’agricoltura della provincia estense nel secolo XIX. Il resoconto di un viaggio agronomico di Antonio Zanelli nell’alto Appennino, già parte dell’Italia unita. Tre contributi sulla campagna reggiana.

Questa pubblicazione presenta un’articolata e precisa descrizione dell’agricoltura in provincia di Reggio Emilia nell’Ottocento. I due autori, Giulio Cesare Cani per la Bassa e Antonio Zanelli per la collina e montagna, descrivono un’agricoltura di prevalente autoconsumo, con pratiche agrarie, tempi e soprattutto rendite molto distanti dalle odierne.
Il Cani si sofferma sul clima guastallese, con nebbie e caligini, a cui attribuisce qualità maligne. Descrive poi la viticoltura locale, con le viti maritate alla piante, in prevalenza olmo e acero, in un’epoca felice, nella quale non era ancora comparsa la filossera e quindi le piante erano non innestate o franche di piede; egli elenca poi, brevemente, 27 varietà di vite coltivate in zona. Lo Zanelli, fondatore dell’omonimo nostro Istituto Agrario, insigne agronomo e zootecnico, membro della Società Agraria, parla delle condizioni agrarie appenniniche. Percorre tutte le colline in lungo e in largo, dal basso colle fino all’alta collina o zona alpestre, descrive i boschi e i coltivi con dovizia di particolari e fornisce consigli utili ai coltivatori e ai proprietari dei terreni. Si sofferma sull’importante (e oggi scomparsa) industria del baco da seta e in particolare sull’impianto e sulla coltivazione delle piante di gelso, le cui foglie servivano da nutrimento al baco stesso.

Il volume esce in collaborazione con la Società Agraria di Reggio Emilia.