Alberto Cenci Osterie, Sospetti e Lambruschi.

978-88-96183-23-6

Nuovo prodotto

Il vino e il suo mondo nella Bassa in riva al Po.

Formato: 15x21. Pag. 72. Ill. B/N. 

Tiratura 2012, 200 copie. Esaurito in ristampa

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Abstract

Il mondo scomparso delle osterie, bettole e locande… nella nebbia della Bassa, dai pioppeti e campi di zanzare con puntate fino ai versanti appenninici. Le fonti documentaristiche ci riportano episodi che aiutano il lettore a immaginare la dimensione radicata nel sociale di quei locali, nel primo Ottocento preunitario. E della loro aurea “onirica”.

In una società prevalentemente analfabeta come quella del primo Ottocento italiano, dove il procacciarsi da vivere  scandisce le giornate per la stragrande maggioranza della gente. Svaghi e piaceri, concessi, sono pochi. Tra questi il vino ha un ruolo di primo piano essendo un’ importante via di fuga dalla realtà quotidiana. Locande, osterie o più umili bettole, costituiscono il ritrovo per bevute ristoratrici e illusorie. Giocatori, masnadieri, banditi, gendarmi, viaggiatori, poveracci e signori, qui confluiscono per baldorie gaudenti, o ritrovi in compagnia; per incontri di lavoro, o discussioni politiche “segrete”. Qui si trovano commercianti e uomini d’affari, qui fanno tappa (e si rifocillano) corrieri e postiglioni durante il cambio dei cavalli, portando informazioni dal mondo. Qui le forze di polizia ascoltano quella vox populi spesso foriera di importanti novità. Sul mondo di bettole e taverne, come detto, sono state consumate botti d’inchiostro, dimostrando spesso che questi locali non erano proprio luoghi adatti a educande e novizi.