Carlo Forni Niccolai Gamba Il Duca e mio nonno Visualizza ingrandito

Carlo Forni Niccolai Gamba Il Duca e mio nonno

978-88-96183-19-9

Nuovo prodotto

Formato: 15x21. Pag. 144. Ill. B/N.

Tiratura 2012, 400 copie.

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12,00 €

Abstract

Una testimonianza “familiare” sulla figura del conte Giuseppe Forni, già ministro Estense, prima di pubblica economia-istruzione e, poi, degli esteri. L’autore, bisnipote, ne racconta vita, lavoro e opere che s’intrecciano con la storia risorgimentale italiana ed europea: dalla corte di Modena a quella di Vienna. I particolari curiosi, inediti e anche divertenti sul contesto storico e i suoi protagonisti, derivano da documenti d’archivio e autografi dell’alto funzionario.

Giuseppe era nato il 21 novembre 1807, a Modena, la sera stessa aveva ricevuto il battesimo nella Chiesa di San Bartolomeo. Gli furono imposti i nomi di Giuseppe, Ignazio, Maria. Era figlio del conte Paolo, consigliere di Stato del Duca Francesco IV, e della marchesa Anna Molza.
Successore di antica stirpe modenese che, a partire dall’avo Paolo Francesco (nato nel 1596 e morto nel 1655), aveva dato diversi alti funzionari alla Casa Estense. Il conte Paolo aveva ricoperto diverse cariche onorifiche al tempo dei duchi Francesco ed Ercole III . Quando i repubblicani francesi invasero anche il Ducato di Modena, Sua Altezza andò in esilio volontario, morendo a Trieste nel 1803.
La fedeltà incrollabile, verso il suo Duca (Francesco V) lo indusse a seguirlo volontariamente in esilio. Pertanto il mattino del giorno 11 giugno, verso le due e mezzo, salutati i suoi cari, unitosi al Tarabini, ministro delle Finanze, e al signor di Laulne, prese la via di Mantova per trasferirsi poi a Verona.
Due ore dopo, il Duca, alla testa delle sue truppe, la Brigata Estense, formata da volontari, abbandonava Modena. “Mentre i cortigiani si affollavano negli atri, nelle scale e nel cortile per testimoniargli il loro affetto ed il loro dolore sincero, egli salì lentamente a cavallo, si allontanò quasi d’improvviso per non cedere alla commozione (lo conosciamo come un romantico) e si recò in piazza d’Armi dove lo attendevano le truppe schierate”.

Prefazione di S.A.R. l’Arciduca Martino d’Austria Este,