Carlo Baja Guarienti Reggio nel Cinquecento, tra Guelfi e Ghibellini. Visualizza ingrandito

Carlo Baja Guarienti Reggio nel Cinquecento, tra Guelfi e Ghibellini.

Nuovo prodotto

Formato: 15x21. Pag. 160. Ill. B/N. 

Tiratura 2007, 700 copie.

Maggiori dettagli

235 Articoli

10,00 €

Abstract

Il volume nasce dal recupero di una Cronaca cinquecentesca, inedita, scritta da Giambattista Bebbi che ci racconta le guerre locali fra Bebbi e Scaioli. Un affresco di vita cittadina fra la conquista papale d’inizio XVI secolo e il ritorno Estense di Alfonso I. Una sanguinosa, rinascimentale faida tra guelfi e ghibellini.

Al principio del XVI secolo, prima della conquista da parte delle armate papali, il territorio reggiano si trova ad essere incastonato fra città soggette a poteri in aperto contrasto fra loro e frazionato in un mosaico di piccoli Stati d’ascendenza feudale. Al confine settentrionale Mantova vive un’eccezionale fioritura artistica e cerca di ritagliarsi un ruolo nella guerra fra le potenze internazionali mentre Parma, a ovest, è città di confine e spesso sarà la base delle incursioni francesi nei territori pontifici; le vicende di Modena seguono da vicino quelle reggiane, ma la zona montuosa del Frignano si sottrae alla conquista pontificia e rimane formalmente sotto il controllo estense diventando presto, come la montagna reggiana, teatro di scontri fra milizie irregolari formate in buona parte da criminali e avventurieri al seguito di potenti locali. A sud, lungo il crinale appenninico, le valli della Garfagnana estense da un lato consentono ai duchi di Ferrara di controllare alcune delle vie che collegano la Lombardia alla Toscana, dall’altro rappresentano il rifugio ideale per i banditi provenienti dagli stati vicini: gli epistolari dei commissari di questa regione, e in particolare quello di Ludovico Ariosto, mostrano una terra socialmente arretrata e sconvolta dalla violenza dei piccoli poteri locali.