Prospero Fantuzzi  Risorgimento Reggiano Visualizza ingrandito

Prospero Fantuzzi Risorgimento Reggiano

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Formato: 15x21. Pag. 128. Ill. B/N.

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Abstract

Il tempo della prima guerra d’indipendenza italiana, testimoniato in una memoria coeva ai fatti d’arme, scritta in Reggio Emilia. Una sorta di diario di quei momenti, senza tralasciare note di colore e contesti internazionali.

Racconta il Fantuzzi "Nella mattina del 4 agosto sebbene splendesse un chiarissimo sole, incuteva orrore lo spavento ed il moto generale della città. Era venerdì e quindi fe’ risovvenire quel gran venerdì che li ebrei compivano il Deicidio, sembrava vuotarsi la città tant’era la fuga de’ cittadini. Per tutta notte e per tutto il giorno non avemmo che squallore al vedere carrozze, carri, cavalli, gioventù d’ogni nascita, d’ogni condizione, ragazzi e fanciulli, sortir di città, tristi, solleciti, apiagnenti inviati ai colli ed ai monti ed ognuno con fardelli e ceste e perché? Perché si dicevano a momenti i Tedeschi a far mano bassa, a commetter massacri, uccisioni e saccheggi ovunque, ritenendosi più sicuri sopra de’ colli, essendo almeno in sito aperto. La voce sparsasi di tanta calamità, cui eravamo a momenti soggetti facea si che commovesse anche i più quieti sicuri ed antiveggenti che andavan parte dicendo che si rimanesse in fidanza che nulla sarebbe accaduto di sinistro. Ma ad onta di ciò chiuse le orecchie ad ogni consiglio; spinti anche forse dal rimorso di sentirsi in se foglio lordo nelle passate vicende, che pochissimi potean vantar foglio bianco, si davano a gambe così a torme a centinaja e forse a migliaia i cittadini senza saper dove, di modo che i monti ed i nostri colli addivennero pieni di forestieri accolti da que’ contadini e montagnuoli ed in quelle case e casini senza saper chi si fossero, ma a titolo di ricovero e di carità. Molti signori s’inviavano a luoghi più lontani a Parma a Piacenza e molte famiglie emigrarono provvisoriamente verso Fivizzano, la Lunigiana, Sarzana e Pontremoli e tanto spavento provenne ad arte dei demagoghi, socialisti e radicali, che seminavan nel popolo [Popolo in originale] così falsi racconti onde prendesse vieppiù astio contro il tedesco".