Tiziano Cini (foto) - Rossano Garibotti (testi) Dove vorresti essere? Visualizza ingrandito

Tiziano Cini (foto) - Rossano Garibotti (testi) Dove vorresti essere?

978-88-96183-24-3

Nuovo prodotto

Formato 20 x 20 cm., pag. 172.

Tiratura 2014, 200 copie.

Ristampa 2015.

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85 Articoli

14,00 € tasse incl.

Abstract

Dall’esperienza di due amici (da circa vent’anni in “equilibrio” tra lavoro e la passione per il mondo) nasce questa “raccolta” di viaggi. Viaggi che hanno concorso a diminuire ansie quotidiane e ad aumentare mistero, seduzione e rispetto per ciò che li circonda. Questo volume non è un libro di foto, poiché ha molte parole che lo accompagnano, e che costringono a leggerlo e non ‘solo’ a sfogliarlo. Non è un libro scritto perché è pieno di foto, che non lo rimandano nei giorni, ma che ne fanno un prodotto tangibile e immediato. Agli autori piace pensare che l’opera sia una narrazione non tanto orizzontale o verticale, ma obliqua: che non si trova in un libro di narrativa, né in uno di foto e nemmeno in un articolo di giornale.

Leggiamo tra le foto: "Piedi che servono per camminare. Braccia che servono per lavorare e trasportare. Occhi che servono per guardare. Bocche per parlare, fumare o tacere. Vocabolari che immaginiamo composti da qualche centinaio di parole appena. Sonni che servono per dormire. Veglie che sfruttano il riposo del sonno. Pioggia che bagna, sole che scalda, insieme fanno crescere le spighe di grano poi raccolte. La vita è un lungo, vorticoso fiume che non conosce incertezze. Assenza di malintesi, equivoci. Dentro la testa, solo i pensieri che servono.

Decenni d’introspezione psicologica rannicchiati nelle nostre menti occidentali vengono annichiliti dall’incontro con i loro gesti semplici, certi, radicati. Dalle loro enormi, elementari fatiche. Da una vita difficile, primitiva. Dagli sguardi fieri, privi di dubbi, che sanno guardare lontano. Da labbra composte. Specchi dell’anima e sintesi di una saggezza antica. Quando avvenne che le nostre vite si dimenticarono di tutto ciò? Quando avvenne che le nostre menti abbandonarono il semplice per il composto, l’immediato per l’obliquo, l’essenziale per il complesso?

Certo è impossibile dimenticare ciò che non si è mai saputo.

Seguiamo, rapiti, quegli sguardi limpidi che brillano della luce semplice di chi ha già visto tutto, ogni cosa: tutto il passato, tutto il futuro".