Poteri, territorio e popolamento in Val di Taro tra antichità e Medioevo Visualizza ingrandito

Poteri, territorio e popolamento in Val di Taro tra antichità e Medioevo

978-88-96183-15-1

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Formato: 17x24. Pag. 128. Ill. B/N. 

Tiratura 2011, 400 copie.

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Abstract

Questo volume di atti contiene i seguenti contributi:

Giuseppe Benelli: “Sulla Lunigiana storica e i protagonisti di questa storia antica”; Angelo Ghiretti: “Archeologia e assetto del popolamento antico del territorio di Berceto, dal Paleolitico al Medioevo”; Roberto Ricci: “Poteri e territorio tra Lunigiana e parmense”; Giulia Patracco Siccardi, Giorgio Petracco, Sergio Mussi: “relazioni riguardo il monte Bardone e le origini di Berceto”; Mariano Lallai: “le giurisdizioni transappenniniche”; Roberto Greci: “Conclusioni”.

Petracco sottolinea. "Le più antiche notizie del “Monte Bardone” risalgono all’VIII secolo dopo Cristo. Nella sua Historia Langobardorum, scritta fra gli anni 787 e 789 d.C., lo storico e poeta longobardo Paolo Varnefrido, meglio conosciuto come Paolo Diacono, parlando della spedizione del re longobardo Grimoaldo (662-671) contro Forlimpopoli, che riuscì a conquistare attaccandola di sorpresa dalla parte dell’Appennino, dice che il suo esercito era entrato prima in Toscana all’insaputa dei Bizantini … per Alpem Bardonis. E più avanti, dopo aver detto che il re dei Longobardi Liutprando nei luoghi dove viveva abitualmente faceva costruire molte basiliche in onore di Cristo, scrive: “In summa quoque Bardonis Alpe monasterium quod Bercetum dicitur aedificavit” .

Sempre nell’VIII secolo Carlo Magno, in un capitolato stilato nel 754 a Quierzy, si impegna insieme a suo padre Pipino con papa Stefano II, e l’impegno è confermato nel 774 a papa Adriano I, a concedere alla Santa Sede il territorio a sud della linea che andava …a Lunis (Luni), cum insula Corsica, deinde in Suriano (Sorano presso Filattiera), deinde in Monte Bardone, id est in Verceto (Berceto), deinde in Parma, deinde in Regio, et exinde in Mantua atque Monte Silicis (Monselice). E’ quindi nel capitolato di Quierzy, e non in Paolo Diacono, che parla sempre di “Alpe Bardonis” o, per identificare il luogo del monastero di Berceto, di summa Alpe Bardonis, che troviamo l’espressione “Monte Bardone”. Purtroppo questa espressione è stata usata anche per tradurre i brani di Paolo Diacono: in particolare quello che ricorda la fondazione del monastero di Berceto anche in tempi recenti è stato tradotto erroneamente in questo modo: “Anche sulla cima del monte Bardone edificò un monastero chiamato Berceto”. Eppure già nei suoi Annali d’Italia del 1764 Ludovico Antonio Muratori aveva ben più correttamente tradotto: edificò eziandio nell'Alpe di Bardone, cioè nelle montagne di Parma, il Moniftero di Berceto”.