Massa Carrara e la Lunigiana nel Risorgimento 1814 - 1859 Visualizza ingrandito

Massa Carrara e la Lunigiana nel Risorgimento 1814 - 1859

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Formato: 17x24. Pag. 152. Ill. B/N. 

Tiratura 2004, 700 copie.

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201 Articoli

15,00 € tasse incl.

Abstract

Questo volume di atti contiene i seguenti contributi:

A. Spaggiari: “L’aggregazione dei feudi imperiali della Lunigiana allo Stato di Modena”; O. Raffo: “Garbugliaga e Castiglione, Montedivalli e Bolano, Vecchietto e Falcinetto - questioni di confine nella Lunigiana estense”; P. Pelù: “Tra industria, commercio e agricoltura nel ducato di Massa e Carrara e nella Lunigiana estense (1816-1848)”; N. Michelotti: “La reazione dei Pontremolesi al Trattato di Firenze del 1844”; G. Bertuzzi: “Contributo per una storia della Lunigiana estense”; D. Ceschi: “Il primo e il secondo stato d’assedio a Carrara”; R. M. Galleni Pellegrini: “La restauratio religiosa a Massa e Carrara, da Maria Beatrice a Francesco V”; A. Cenci: “Risvolti nella vita socio-econimica dei domini Estensi legati ai confini”.

Scrive Michelotti "Il Trattato di Firenze del 28 novembre 1844 avrebbe dovuto restare segreto fino al momento della sua attuazione. Sarebbe stato attuato alla morte dell’arciduchessa Maria Luigia d’Asburgo Lorena, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla.

Il motivo della segretezza, quello ufficiale, consisteva nel fatto che sarebbe stato inopportuno – anzi disdicevole nei confronti della stessa Maria Luigia – rendere noto che era stato progettato un nuovo, ulteriore piano di riassetto territoriale da realizzare alla morte di lei: una scusa semplicemente banale dal momento che già si sapeva che alla morte dell’ex imperatrice qualcosa di rilevante sul ducato di Parma sarebbe comunque capitato. Il motivo vero stava invece nella necessità – per gli ideatori e concertatori del Trattato stesso – di trovarsi pronti a realizzare il nuovo progetto nel momento stabilito cogliendo in tal modo di sorpresa le popolazioni in vario modo coinvolte le quali, verosimilmente, avrebbero potuto insorgere; progetto che, come vedremo, riguardava il granduca di Toscana, il duca di Lucca e il duca di Modena. Quanto deciso a Firenze aveva come antefatto il Congresso di Vienna col suo atto finale del 9 giugno 1815, che aveva ripreso alcuni temi predisposti a Fontainebleau l’11 aprile 1814, interrotti e in parte annullati per le ultime azioni napoleoniche".