Volume VII, 2012 Visualizza ingrandito

Volume VII, 2012

978-88-96183-17-5

Nuovo prodotto

Formato: 17x11. Pag. 104. Ill. B/N.

Tiratura 2012, 400 copie numerate.

Maggiori dettagli

192 Articoli

9,00 €

Abstract

Quattro i contributi: sec. XVII. L’Aqua salsa di Poiano; 1699. Il mulino vicino Brescello diviene caso diplomatico fra Parmensi e Reggiani; sec. XVIII. Alberi, strade maestre e pubbliche, dispareri e avvertimenti per l’agricoltura; 1849. Testo officiale sulla libera navigazione del fiume Po.

La viabilità antica è l’argomento dei documenti settecenteschi che interessano, da vicino, la rete stradale, alla fine del secolo, nella pianura ducale. Il fattore comune che li unisce è la piantumazione degli alberi lungo le arterie principali. Nei secoli passati infatti (al contrario di oggi) vista la ridotta velocità dei mezzi di trasporto, la pressoché assenza di segnaletica e il percorso non sempre evidente dei tracciati, i filari lungo le vie maestre erano utili sia al vetturale che al viaggiatore, giubilati anche dal refrigerio della copertura verde. 

Il 26 marzo del 1763 il Magistrato dell’Agricoltura e del Commercio, del Ducato, emana una Notificazione a proposito degli alberi piantati e da piantarsi sulle strade maestre e pubbliche. Questa normativa però mette in “crisi” gli  amministratori interessati che fanno, anche, ricorso al Duca per chiedere maggiori chiarimenti circa oneri e onori (introiti) a loro imputati o spettanti dalla prevista piantumazione; sollevando pure il problema delle strade cosiddette “minori”. Ne nasce un elenco delle strade di pianura (con mappa), una disquisizione tra amministratori a proposito della loro qualifica e una precisa descrizione della linea che divide la pianura dalla collina-montagna.  

Con Sovrana Legge del 10 maggio 1790, infatti, il Duca stabilisce precise distanze da osservarsi nel piantare ed allevare, da quel tempo in avvenire, alberi di qualunque sorte in confine altrui. Compresi quelli che danno su aree pubbliche o demaniali.

In Archivio di stato di Modena, Archivio per Materie, Agricoltura, b.4/3. doc. del 3/8/1780 leggiamo in essa “ Oltre à  che la materia di queste stradi minori ò come chiamansi subalterne, le quali sono per lo più pubbliche, quanto al solo uso e non altrimenti involve tali e tante ispezioni e tutte diverse, che impossibil cosa sarebbe il fissarne massima generale con quella stessa facilità, con cui può trattarsi delle strade maestre e pubbliche, altrimenti dette consolari, basiliche e caratterizzate con altri insigni nomi, per dessignarne una pubblicità contraddistinta infinitamente; dalle strade minori o subalterne.

Di queste strade minori e subalterne, allorché né trattano i nostri pubblicisti, si riportano essi e fanno un massimo conto dell’uso e della consuetudine che sopra di esse si trovasse stabilita. E in questo ducato di Modona, l’uso e la consuetudine che oltrepassa ogni memoria d’uomo si è che gli alberi allevati e cresciuti su i margini di queste tali strade minori, siano di profitto indubitato dei possidenti delle terre di confine (…)”. Tutti i documenti citati in questo capitolo appartengono alla medesima busta".