Volume IV, 2004 Visualizza ingrandito

Volume IV, 2004

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Documenti di storia e territorio locale tra Emilia e Lunigiana.Documenta IV, documenti di storia e territorio locale.

Formato: 17x11. Pag. 136. Ill. B/N. 

Tiratura 2004, 600 copie numerate.

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177 Articoli

10,00 € tasse incl.

Abstract

Quattro cintributi: Confini tra Lunigiana e Valle dei Cavalieri; Il territorio massese nel primo ‘800; Mura e porte di Reggio antica; L’unione delle Comuni nella pianura reggiana.

Sul Massese, Saverio Salvioni racconta: "Il Territorio Massese dalla piaggia del Mare fino alla sommità della Tambura nel qual punto confina con la Garfagnana, è lungo miglia nove Italiane e nella media sua larghezza non è che sole miglia tre, cosichè la superficie quadrata viene ad essere miglia ventisette e contenendo ogni miglio quadrato staja 1836 e pertiche 72 di terra, di pertiche 100 quadrate per staio; detraendo da questo numero una terza parte almeno che si suppone occupata dal caseggiato della Città e Borghi e dalle strade, viottoli e aje e dal letto del Fiume, fossi e canali e dagl’ estesi Comunali aspri ed infruttiferi, si riduce la superficie godibile a sole staja 33060 e pertiche 96, sulle quali vivono N° 10200 anime circa.

Questa Popolazione è generalmente povera, docile, sobria e faticante; ma se viene impiegata da altri in lavori estranei ai suoi familiari o se guadagna qualche poco di denaro, diviene allora tutto l’opposto.

Tralasciando di farne una tipica descrizione di questo territorio, dirò solo che vien diviso da differenti strati di pietre diverse che apparentemente corrono paralleli al mare e che visibilissimi si mostrano sui monti che circondano la piccola pianura. Il primo che forma, il piccolo monte di Codopino e che non si manifesta altrove, è un’ardesia compatta a strati, ricoperta ove più ed ove meno di terra bastante per alimentare quei boschi di quercie di stipe [……] e corbezzoli che attualmente vi si veggono. Ottimo questo monticello sarebbe, in alcune parti più terrose, per la coltivazione della vite ed anche per l’olivo. Segue il secondo strato che abbraccia il monte tutto che di qui fino alla nuova strada della Foce si estende comprendendo anche il monticello di Pasta che altro non è che una pietra arenaria grossolana or dura or molle, mista con materia ferrigna che ottima sarebbe per lastrico delle strade di città all’uso Toscano. Nella parte più bassa di questo monte si veggono molte vigne per le quali adattissima è la situazione. La parte più alta è coperta di boschi, mal custoditi, che somministrano i frascati per sostegno delle vigne".