Volume III, 2003 Visualizza ingrandito

Volume III, 2003

Nuovo prodotto

Lo Stato Estense nell’antico regime e nella Restaurazione (con “allegata” Carta Roncaglia 1848). Documenta III, documenti di storia e territorio locali. 

Formato: 17x11. Pag. 152. Ill. B/N.

Tiratura 2003, 600 copie numerate.

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10,00 €

Abstract

E’ lo Stato Estense nell’ultimo decennio, spegato fedelmente e in modo attento, da Carlo Roncaglia. Il volume ne recupera le parti inerenti la descrizione storica dei comuni componenti le diverse province, di Modena, Reggio, Guastalla, Frignano, Garfagnana, Massa e Carrara. Il tutto a cavallo dell’attuazione del Trattato di Firenze, nel 1848. In agiunta anche un brano di Odoardo Rombaldi sul Ducato alla fine del Settecento. La Carta Roncaglia è spiegata da Angelo Spaggiari.

"Appartiene all’inizio del governo di Ercole III la Descrizione del Ducato di Reggio (17 marzo 1781), specchio dell’ordinamento politico - territoriale dello Stato. Il Codice Estense (1771) aveva disciplinato la materia Feudi, che saranno aboliti solo dopo il 1796.

L’ordinamento pubblico comprendeva lo Stato Immediato e quello Mediato. Al primo appartenevano Reggio, Correggio, Brescello, Gualtieri, Novellara, Rubbiera - in pianura -  Castelnovo ne’ Monti, Cerreto Alpi, Minozzo e Varano, in montagna. Lo Stato Immediato comprendeva i centri maggiori del Ducato, quelli di antica appartenenza e quelli di più recente acquisto, sui quali il potere doveva esercitare il governo diretto data la loro importanza storica, strategica ed economica. Lo Stato mediato era affidato ai feudatari. In pianura tali erano Montecchio, Cavriago, Castelnuovo Sotto, Arceto, S. Bartolomeo e Scandiano; in montagna erano infeudate tutte le Ville. La dinastia Estense, col sistema dei feudi, garantiva una base demico-territoriale alla nobiltà che costituiva il primo ordine dello Stato. Il titolo di marchese e di conte, non era virtuale o onorifico, ma si realizzava nel governo effettivo del territorio. Nello Stato immediato e mediato erano attive le rappresentanze delle comunità: feudatari e consigli comunali formavano la sostanza del potere locale. Gli organi rappresentativi delle comunità della montagna diedero prova della loro attività quando, nella carestia del 1782-83, si riunirono per determinare la quantità del frumentone necessaria per passare l’inverno. Alle risposte al quesito posto dalla Congregazione dell’Abbondanza allegarono copia del verbale delle sedute consigliari, coi nomi dei consoli  o dei capifamiglia, rari documenti della vita delle comunità montane di quel tempo".