Volume II, 2000 Visualizza ingrandito

Volume II, 2000

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Formato: 17x11. Pag. 136. Ill. B/N.

 DOCUMENTA ii , DOCUMENTI DI STORIA E TERITORIO LOCALE

Tiratura 2000, 600 copie numerate

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74 Articoli

9,00 € tasse incl.

Abstract

Quattro i contributi in questo volume: 1711, Baiso e Levizzano. Le Grida e Provisione del Marchesato; 1765, L’inondazione del Po. L’esterminio della Bassa reggiana nel libro di S. Marco di Boretto; 1807, Il territorio del Po: da Gualtieri a Luzzara, da Reggiolo a Gonzaga. Il Distretto di Guastalla nell’Italia napoleonica; 1833, La montagna Estense. Il territorio, i pascoli e gli abitati dell’alto Appennino Reggiano.

Dell'esterminio si legge: "Sappiano li posteri, che l'antivigiglia de tutti li Santi, cioè li 29 nella mezzanotte venente alli 30 ottobre, per la grande escrescenza fatta dal fiume Po, in varii siti, ma specialmente di rimpetto alla piazza maggiore di Gualtieri alla parte di dentro all'argine fatto di pianta nuova con una altezza e larghezza anche di buona mole: cominciarono a farsi vedere certe lavine, o siano fontanoni, che gettarono (?) copie d'acqua mista con arena, li quali trascurati e niente cosiderati da principali del luogo tanto e tanto si fecero stradde gle acque nel mandar fuori arena e terra, che alle sei hore di notte delli 30 detto ottobre rovesciò l'argine maestro con tant'impeto e forza che in men d'un ora si fece un' apertura di dieci o dodici pertiche, introducendosi gle acque con tanta furia, che rovesciando li fabbricati non solo d'appresso, ma ancora da lontano: ben presto allegò tutto il territorio di Gualtieri. Immantinente corse, la nuova, a Boretto e a Brescello e si fece ordine col batter la campana in tutti i luoghi e correr li popoli di Lentigione, Brescello e Boretto a far riparo con vanghe, badili ne confini della Pieve; il che da infinita gente lavorando con tutta la energia del loro coraggio; appena non ebbero lavorato sul far del giorno per un'ora e chi per due ore, sormontando gle acque qualunque lavoro, furono costretti ad abbandonare l'impresa ancora di molti col rischio d'esser annegati, sicchè nelli 30 e 31 d'ottobre sempre introducendosi acqua dalla suddetta rottura restò sommerso tutto Gualtieri, la Pieve di Salicetto, quasi tutto Geminiolo e una parte di Bardelo e li siti più bassi della Villa Maggiore".