Francesco IV Giornale dei Viaggi VI Visualizza ingrandito

Francesco IV Giornale dei Viaggi VI

. 978-88-96183-14-4

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1816-1818. I Viaggi Veneti: Padova, Venezia, il Cattajo e poi Vienna. Con un passaggio anche da Trento e Bolzano.

Formato: 16x11,5. Pag. 138. Ill. B/N. 

Tiratura 2014, 300 copie.

Da questo numero le copie smettono di venire numerate.

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10,00 € tasse incl.

Abstract

E’ il Triveneto il territorio geografico interessato da questi viaggi, che il Duca di Modena compie, in più riprese e tre anni, giungendo sino a Vienna e passando, anche, da Trento e Bolzano. Notizie e testimonianze su città e campagne, genti e strade sono qui raccontate in “diretta” dal nobile “viaggiatore”. “Giunsimo a Bozen alle ore 11. Tutto il paese da Trento a Bolzano è molto popolato, luoghi grossi, moltissime e grandi osterie per tutta la strada sparse, le case tutte di più piani, grandi rimesse per legni. La campagna ben coltivata, molta vigna, e gelsi, niente incolto; la popolazione non bella ma però forte, mezzo italiana e mezzo tedesca, un misto fino a Brandsol e Bolzano, che è tutto tedesco, benché sappiano anche l’italiano. A Bolzano andammo ala posta (ove v’è anche osteria, ma poco buona). V’è un’altra immensa osteria come un palazzo in Bolzano detta la Corona, andai col capitano del circolo barone Hauer, prima a un bel giardino con belli agrumi grossi come un uomo e altre serre della signora Mengs, che è una casa di Bolzano che avrà un milione e mezzo di fiorini di capitale. Così vi sono altre varie case. V’è molto denaro in Bolzano e v’era altre volte molto commercio, ora languente. Si faceva il commercio di spedizione di tutte le merci fra la Svizzera e la Francia e fra l’Italia, vi facevano i gran depositi di merci a Bolzano, quei negozianti ricchi ne rispondevano e garantivano i pagamenti tanto agli svizzeri e francesi che agli italiani, che fra sé non si fidavano. Bolzano ha 4 fiere all’anno, altre volte erano brillantissime. Bolzano conta da 8/mila anime, forma città capoluogo del circolo. Si fa moltissimo vino, con cui si commercia esportandolo in Svizzera, Baviera e se ne riporta grano dall’Italia o Baviera”.

Introduzione di Piero Luxardo.