Francesco IV Giornale dei Viaggi IV Le Tracce 9 Visualizza ingrandito

Francesco IV Giornale dei Viaggi IV

978-88-96183-02-1

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1826-’28. Da Reggio a Genova, su fino alle cime della Val d’Aosta e poi in Garfagnana

Formato: 16x11,5. Pag. 144. Ill. B/N..

Tiratura 2008, 700 copie numerate.

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10,00 € tasse incl.

Abstract

Due percorsi in direzioni opposte: il primo dopo aver scavalcato l’Appennino tosco Emiliano raggiunge Genova, poi risale il Piemonte, le Alpi sino in val d’Aosta, raffrontando territori e persone incontrate, con una nota particolare al vestire e al comportarsi delle donne. Il secondo porta il Duca nella sua Garfagnana d’ariostesca memoria. Leggendo il Diario di viaggio appaiono notizie, emozioni, fatiche e difficoltà, attentamente, annotate dal Sovrano Estense. E sorprendenti curiosità, come appunto quella sulle genti locali: “La strada costeggia, sempre alla mia sinistra, la Dora Baltea rimontandola, è larga sufficientemente, buona, ben mantenuta, quasi piana, meno piccolissime salite e scese ed una scesa dopo il Forte di Bardi, ma piccola e la montagnosa detta Montjovet che ha una dolce, ma lunga, salita fra Verres, Chatillon e l’altra montata fra Chatillion ed Aosta, del resto è quasi piana. La valle è sempre poco larga e quasi d’ugual larghezza dappertutto, non troppo stretta, assai fertile e bella, che è molto popolata, coltivata a Vigne fino ad Aosta e a grano, vi sono dei prati, molti alberi, spezialmente noci molti e belli, vi sono bei castagneti, robustissimi e ben vegeti. La popolazione non pare povera, cioè non mendica, non cerca, sono anche vestiti alla montanara con lane scure o rossiccie, ma ben vestiti; ma è una popolazione poco bella, le donne molto brutte, piccole, gialle, grinze, moltissime col gozzo, d’ambi i sessi, molti sordi muti e scemi, forse proviene [a causa] dalle acque crude. La valle in alcuni pochi luoghi e per poco tratto si stringe e il fiume e la strada passano per luoghi stretti e brutti fra scogli. Così al luogo ove era il Forte e vi è il villaggio di Bard, così a Pont de Chevres et Belle Combe, ove fu ammazzato in un affare coi francesi, in guerra, il generale Pelfoy”.