Autori Vari Viaggi nell’Italia dei secoli XVIII e XIX Visualizza ingrandito

Vallisneri/RE/Benassi, Viaggi nell’Italia dei secoli XVIII e XIX

Nuovo prodotto

L’Appennino tosco-emiliano, Firenze, Genova la Liguria e Mantova. Tra scienza, natura e viaggio.

Formato: 16x11,5. Pag. 160. Ill. B/N.

Tiratura 2002, 500 copie numerate.

Maggiori dettagli

120 Articoli

12,00 € tasse incl.

Abstract

In questo volume Antonio Valisnieri ci porta nella montagna reggiano - modenese - garfagnina; Filippo Re ci conduce, invece, nella Firenze granducale e a Genova e don Luigi Benass,i a piedi, va da Sassuolo a Mantova. Leggiamo il Vallisneri che ci racconta della montagna modenese e dei “vulcanetti”: “Tre maniere d’olio di sasso si cavano e si osservano ne’ monti di Modana, cioè il giallo, il bianco e il nero. Il giallo e il nero è quello monte Zibio; il bianco è quello di Monfestino. Alcuni stimano più il giallo di tutti ed i tedeschi, ed oltremontani, vanno a provvedersi a’ fonti di Monte Zibio e come balsamo prezioso ne’ loro paesi lo portano, ne’ quali veramente abbiamo relazione, ch’ estermini meravigliosamente più mali di quello, che fa in Italia, per lo clima forse più freddo e per gli umori grossi e pigri de’ quali abbondano. Noi troviamo assai più volatile ed efficace il bianco, ma il nero non è in alcuna stima, benchè anch’esso ha le sue rare virtù.

E’ pericoloso l’entrare in que’ fonti, co’ lumi accesi, mentre le parti volatili dell’olio che sono nell’aria subito s’accendono, d’indi in un istante le altre sino allo stes’olio, che anch’esso immediatamente concepisce la fiamma; come la nafta degli antichi. Di ciò n’è ancora una funestissima memoria in Venezia, essendo gli anni addietro abbruciato il ricco Fondaco de’ Tedeschi, per essere andato incautamente un giovane con lume acceso, dove erano i vasi dell’olio”. Ecco invece il passaggio del Po nel viaggio di Benassi. “Dopo brevissimo tratto di via ecco apparire il Po, che offre un punto di vista sorprendente. Vedonsi qua e là da otto o dieci mulini, sulla riva smisurate botti col fine pavello cui riempiono d’uve peste e poscia le caricano sui barconi per tragittarle di là dalla riva. Eranvi da 12 barche grosse ripiene di diverse merci”.