Prospero Fantuzzi Viaggi Geografici III Visualizza ingrandito

Prospero Fantuzzi Viaggi Geografici III

Nuovo prodotto

1828-1858. L'Appennino reggiano, Bismantova, Carpineti, il castello di Rossena e poi su fino a S.Pellegrino in Alpe

Formato: 16x11,5. Pag. 120. Ill. B/N.

Tiratura 1999, 700 copie numerate;

ristampa 2008, 300 copie.

Maggiori dettagli

147 Articoli

10,00 € tasse incl.

Abstract

1828-1858. La bassa montagna reggiana e il castello di Rossena. Con questi due percorsi, a distanza di trent’anni, Prospero Fantuzzi visita la zona di Castelnovo Monti, Carpineti e il Querciolese spingendosi fino al crinale modenese di S. Pellegrino in Alpe. Egli annota paesaggi, usi, tradizioni ormai scomparse di queste aree appenniniche. A cornice le “schede” dei comuni, allora Estensi, tratte dalla Statistica di Carlo Roncaglia, coeva ai sentieri montanari percorsi dal nostro autore. Eccolo al Ventasso: “Più non si sente voce umana, ma tutto presenta solitudine e silenzio. S'ode il sibilo soltanto d'un venticello quasi continuo, il canto degli uccelli, il nitrir de' puledri in qualche parte e così il mormorio di alcun ruscelletto che vi scorre. Il complesso è si leggiadro che par creato per sè da alcuna maga o negromante e non manca che un eccelso palazzo nel mezzo innalzato dall'arte d'un incanto per un'Armida innamorata.

Scorsi questi luoghi e traversato un oscuro bosco di alti annosi faggi, giungemmo al lago desiderato, chiamato dal Vallisneri ammirabile, che ci eccitò una sensazione, la più grata e commovente. Consiste in un bel bacino pieno d'acqua di forma ovale lungo a mio credere quanto tre volte la piazza maggiore di Reggio e largo più di un terzo della sua lunghezza. Il cavaliere Re riferisce, nella citata descrizione, che si stende a settentrione circa 260 braccia, 250 a levante, 300 a mezzodì e 114 a ponente, onde la circonferenza può giudicarsi 924 braccia di nostra misura da legno, che equivalgono a un dipresso a 1500 piedi parigini. L'acqua sue è purissima e sembra cerulea, increspata di continuo dal venticello e commossa dai pesci di diverse specie, che col guizzo vi formano i loro circoli. Già la trota del lago è famosa per la sua delicatezza e sapore, ma non bisogna discostarsi tanto per mangiarla sana”.