Antiche misure reggiane Visualizza ingrandito

Antiche Misure Reggiane

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Il rapporto tra le arcaiche unità di misura locali e il sistema metrico decimale

Formato: 12x17. Pag. 100 

Tiratura 2018, 150 copie.

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10,00 € tasse incl.

Abstract

Uno strumento pratico che aiuta (studiosi e appassionati) nel rapportare le arcaiche misure locali al “moderno” sistema metrico decimale, che noi usiamo oggi. Raccontandone la storia di questo importante passaggio… Il sistema metrico usato oggi viene introdotto, anche nel Reggiano, durante l’Ottocento, con reiterati tentativi. Il cambiamento è epocale, non semplice e dai risvolti politici, economici e sociali profondi. L’importanza di questo passaggio non è avvertita immediatamente, anzi per certi aspetti il travaglio è vissuto come inutile seccatura, perdita di tempo utile solo a truffe e raggiri.

Abituato a produrre soprattutto per il fabbisogno locale, il mercato italiano di allora contava su commerci, spesso, appesantiti da gabelle e dazi, strutture viarie insufficienti, mezzi obsoleti, troppe valute e monete (in corso ed erose) e altri piccoli incagli che ne impedivano il fiorire. Tutto sembrava fatto per ostacolare e rallentare compravendite e spostamenti. Inoltre, per far fronte a carestie e anni penuriosi, i Sovrani spesso vietavano l’esportazione di vettovaglie e generi di primo, largo, consumo o calmieravano i prezzi provocando contrabbandi e scambi di frodo. In più i calcoli sulla quantità della merce erano effettuati e ripetuti, lungo il percorso, con misure differenti (anche per brevi distanze) che ne imbolsivano lo scambio su vasta scala. Significativa sintesi ce la offre la frase di Lorenzo Molossi che, negli anni Trenta del secolo XIX, scrive “Il sistema de’ pesi e delle misure è una compassione, variando questi secondo luoghi e cose”.