Il tempio delle Città Visualizza ingrandito

Il tempio della Città

Nuovo prodotto

(cur.) Cenci A. Severi M.

Formato: 15x21. Pag.64 . Ill. B/N.

Tiratura 2018, 250 copie.

Maggiori dettagli

20 Articoli

10,00 € tasse incl.

Abstract

La Basilica della Ghiara, di Reggio Emilia,  descritta in una guida del 1811, ripubblicata anastaticamente, con una "cornice" che ne valorizza le peculiarità del patrimonio storico artistico e contestualizza il luogo in cui  sorge l' edifico religioso definito, da Federico Zeri, la più bella chiesa barocca del nord Italia.

Il Tempio della Città, a lume dei forestieri e a erudizione dei giovani artisti reggiani illustra infatti lo splendore artistico e architettonico della nostra Basilica, il volume riproduce in anastatica una pubblicazione del 1811, con una cornice che racconta la città ad essa più vicina, è stata realizzata col contributo della Gigli costruzioni.

Allora Reggio faceva parte del Regno italico napoleonico che stava festeggiando la nascita di Napoleone II,  erede di un trono ormai a termine. La bibliografia sul Tempio era già allora nutrita, forse però occorreva un nuovo strumento di lettura, più adatto ai tempi, che soddisfacesse la moderna esigenza di conoscere le bellezze della nostra Basilica. Ecco quindi il bisogno di un libro più “rapido”, moderno, ed immediato dei corposi volumi sei-settecenteschi. E’ lecito supporre che l’idea abbia colto nel segno, viste le successive riedizioni.

 A quasi quattro secoli dalla traslazione dell’Immagine di Maria in “casa” sua, questa serata racconta i particolari e le peculiarità di un Tempio nato per glorificare l’amore reggiano per la Vergine dei cieli. La Basilica fu edificata in periodo di piena controriforma ed è stata definita, da Federico Zeri, la più bella chiesa barocca del nord Italia.

“L’edificio, già nella volontà che l’ha originato e dalla posa della prima pietra nel giugno 1597 (l’anno dopo la corte Estense dovrà ripiegare negli stati di investitura imperiale, Modena e Reggio, abbandonando Ferrara) doveva essere grandioso nelle dimensioni e nelle decorazioni. Per conseguire questo obbiettivo ci si rivolse ai maggiori artisti del tempo dall’architetto Aleotti, al Balbo, al locale Pacchioni e a pittori del valore di Lionello Spada, Alessandro Tiarini, Luigi Gavassetti, Luca da Reggio, Bononi e al grande Guercino” scrive Severi nell’itroduzione.